Equidi riconosciuti come animali d’affezione: la Camera accelera sulla proposta di legge Zanella

Guerrino Marcadella
Guerrino Marcadella Redattore senior

La Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha compiuto un nuovo passo nell’iter legislativo dedicato alla protezione degli equidi. La proposta presentata da Luana Zanella è stata scelta come testo base per il riconoscimento di cavalli, pony, asini e muli come animali d’affezione. Tra le principali novità figurano il divieto di macellazione, nuove regole per l’identificazione degli animali e misure di sostegno alla riconversione degli allevamenti.

Il percorso parlamentare per modificare lo status giuridico degli equidi in Italia entra in una nuova fase. La Commissione Agricoltura della Camera ha adottato la proposta di legge C.2187, presentata dalla deputata Luana Zanella di Alleanza Verdi e Sinistra, come documento di riferimento per proseguire l’esame delle nuove disposizioni.

Equidi riconosciuti come animali d'affezione

L’iniziativa punta a riconoscere ufficialmente gli equidi come animali d’affezione, introducendo il divieto di macellazione e nuove misure per la loro tutela.

La decisione arriva dopo un ciclo di audizioni parlamentari che ha coinvolto associazioni, operatori del settore, rappresentanti della filiera equina e altre organizzazioni interessate.

L’esame in Aula è attualmente previsto per il 26 ottobre 2026, mentre il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato al 15 ottobre.

La Camera sceglie la proposta Zanella come testo base

La Commissione Agricoltura stava esaminando quattro iniziative legislative dedicate al riconoscimento degli equidi come animali d’affezione. Sebbene presentassero finalità simili, i testi contenevano differenze riguardanti le modalità di tutela e gli obblighi previsti.

Le proposte prese in considerazione erano:

Proposta di legge Prima firmataria
C.48 Michela Vittoria Brambilla
C.2187 Luana Zanella
C.2270 Susanna Cherchi
C.2585 Eleonora Evi

Al termine delle audizioni, la Commissione ha deciso di utilizzare la proposta C.2187 Zanella come base per il successivo lavoro parlamentare.

Il presidente e relatore Francesco Bruzzone, esponente della Lega, ha comunicato la scadenza del 15 ottobre 2026, alle ore 12:00, per il deposito delle proposte di modifica.

La scelta del testo base non equivale all’approvazione definitiva della legge. Il documento potrà essere modificato nel corso dell’iter parlamentare prima dell’eventuale entrata in vigore.

Cavalli, asini e muli potrebbero diventare animali d’affezione per legge

Il punto centrale della proposta Zanella riguarda il riconoscimento giuridico degli equidi come animali d’affezione. L’obiettivo è introdurre una disciplina nazionale specifica per la loro protezione, modificando le regole relative alla destinazione alimentare di questi animali.

La proposta comprende diverse categorie di equidi, tra cui cavalli, pony, asini, muli, bardotti e ibridi derivanti da incroci con le zebre.

Il riconoscimento comporterebbe un cambiamento rilevante nella normativa italiana, soprattutto per quanto riguarda la macellazione e l’allevamento destinato alla produzione alimentare.

Il testo stabilisce infatti il divieto di macellazione degli equidi sull’intero territorio nazionale e vieta la loro importazione o esportazione per tale finalità.

Sono inoltre previste limitazioni all’impiego degli animali per la produzione di carne, pelli, pellicce e farmaci.

Divieto di macellazione degli equidi: cosa prevede il testo

Una delle disposizioni maggiormente rilevanti riguarda il possibile divieto nazionale di macellazione degli equidi. Se approvata nella formulazione attuale, la legge impedirebbe di destinare questi animali alla filiera alimentare attraverso la macellazione.

La proposta non si limita al territorio italiano, ma contempla anche il divieto di trasferire gli equidi all’estero per essere macellati, così come quello di importarli per lo stesso scopo.

Si tratta di una misura che, se adottata definitivamente, avrebbe conseguenze sulle attività economiche legate all’allevamento e alla commercializzazione della carne equina.

Per questo motivo, il progetto legislativo comprende disposizioni specifiche dedicate alla riconversione delle aziende interessate.

Nuovi registri anagrafici e identificazione degli equidi

Il testo introduce anche nuove disposizioni relative all’identificazione e alla registrazione degli animali. L’obiettivo è garantire una maggiore tracciabilità e definire con chiarezza il loro status giuridico.

La proposta prevede l’istituzione di registri anagrafici presso le Aziende sanitarie locali, gestiti dai relativi servizi veterinari.

Secondo la formulazione presentata, gli equidi registrati dovrebbero essere identificati come «Non DPA», ovvero non destinati alla produzione alimentare.

I proprietari e i detentori sarebbero inoltre tenuti a comunicare le informazioni necessarie per l’identificazione degli animali e gli eventuali cambiamenti relativi alla proprietà, alla custodia o al decesso.

Queste disposizioni intendono rafforzare il sistema di controllo e prevenire utilizzi incompatibili con il riconoscimento degli equidi come animali d’affezione.

Riconversione degli allevamenti e incentivi economici

Un altro aspetto importante della proposta riguarda le aziende che attualmente allevano equidi destinati alla produzione alimentare. Il divieto di macellazione renderebbe necessario un processo di adattamento per le attività economiche coinvolte.

Per affrontare questa trasformazione, il testo prevede strumenti destinati alla riconversione degli allevamenti e misure di sostegno economico.

Le disposizioni comprendono interventi per favorire una diversa destinazione degli animali già presenti nelle strutture e per accompagnare le aziende verso attività compatibili con il nuovo quadro normativo.

Sono previsti anche incentivi finanziari per sostenere il processo di riconversione.

L’applicazione concreta di queste misure dipenderà tuttavia dall’eventuale approvazione della legge e dalle successive disposizioni attuative.

Sanzioni fino a 100.000 euro e pene detentive

La proposta Zanella introduce un sistema di sanzioni amministrative e penali per le violazioni delle disposizioni previste.

Il testo contempla sanzioni amministrative pecuniarie da 20.000 a 50.000 euro, salvo che il fatto costituisca reato.

Per determinate violazioni relative alla macellazione e agli utilizzi vietati degli equidi, sono previste pene detentive da dieci mesi a sei anni e multe da 30.000 a 100.000 euro.

La normativa proposta stabilisce inoltre un aggravamento della pena nei casi in cui dalla violazione derivi un danno alla salute dell’animale.

Queste sanzioni fanno parte del progetto legislativo e non devono essere considerate già applicabili: la loro introduzione dipende dal completamento dell’iter parlamentare e dall’approvazione definitiva delle norme.

Sport equestri e manifestazioni: cosa cambierebbe?

Uno dei temi di maggiore interesse per il mondo equestre riguarda le possibili conseguenze della legge sulle attività sportive, agonistiche e sulle manifestazioni che coinvolgono cavalli e altri equidi.

A differenza di altre proposte esaminate, il testo Zanella non introduce un divieto generale delle competizioni equestri o della partecipazione degli animali a manifestazioni e spettacoli.

La proposta contiene tuttavia disposizioni che vietano attività caratterizzate da esercizi innaturali, pericolosi, stressanti o dannosi per l’equilibrio psicofisico degli animali.

Questa distinzione è particolarmente importante per i settori dell’equitazione sportiva e delle attività con gli equidi.

Il testo, nella sua formulazione attuale, non dispone quindi la sospensione generalizzata delle discipline equestri, ma introduce criteri di tutela che dovrebbero essere rispettati nelle attività consentite.

Quando potrebbe essere approvata la legge sugli equidi?

Il calendario parlamentare prevede una nuova tappa per il 26 ottobre 2026, data indicata per l’inizio dell’esame in Assemblea alla Camera dei Deputati.

L’adozione della proposta Zanella come testo base rappresenta un avanzamento dell’iter, ma restano necessari ulteriori passaggi prima di un’eventuale approvazione definitiva.

Le modifiche presentate durante la fase emendativa potrebbero incidere sul contenuto delle disposizioni, compresi i divieti, gli obblighi e le misure economiche.

Il dibattito parlamentare coinvolge inoltre interessi differenti, dalla protezione degli animali alle esigenze delle imprese della filiera equina.

Solo al termine dell’iter legislativo sarà possibile conoscere il testo definitivo e le relative modalità di applicazione.

Una nuova fase per la tutela degli equidi in Italia

La scelta della proposta C.2187 come testo base riporta al centro del dibattito parlamentare il futuro della tutela dei cavalli e degli altri equidi in Italia.

Il progetto punta a introdurre un riconoscimento giuridico specifico, accompagnato da limitazioni alla macellazione, misure di identificazione e strumenti economici per la riconversione degli allevamenti.

Allo stesso tempo, il testo mantiene distinta la questione del riconoscimento come animali d’affezione dalla partecipazione alle attività sportive, senza prevedere un divieto generale delle competizioni equestri.

Il prossimo passaggio da seguire sarà l’esame parlamentare previsto dal 26 ottobre 2026, quando il confronto sulle nuove disposizioni potrà entrare in una fase decisiva.

Guerrino Marcadella
Guerrino Marcadella
Redattore senior

Fondatore e caporedattore di ANIMO S.R.L., ha costruito l’azienda attorno a una profonda passione per gli sport equestri, lo stile italiano e l’innovazione. Oltre al mondo equestre, segue con interesse anche le tecnologie digitali e il settore dell’iGaming, con particolare attenzione all’evoluzione delle moderne attività online.

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