Monty Roberts, l’Originale “Sussurratore di Cavalli”, Muore a 91 Anni

Guerrino Marcadella
Guerrino Marcadella Redattore senior

Monty Roberts, il cavallerizzo americano celebre in tutto il mondo come il “sussurratore di cavalli” per aver introdotto un approccio più dolce e basato sulla fiducia nell’addestramento dei cavalli, è morto sabato 1° agosto nel suo ranch Flag Is Up Farms a Solvang, in California. Aveva 91 anni. La figlia, Debbie Roberts Loucks, ha confermato che la causa del decesso è stata dovuta a complicazioni derivanti da una malattia autoimmune.

Da bambino stuntman a sussurratore di cavalli

Monty Roberts, l'Originale "Sussurratore di Cavalli", Muore a 91 Anni

Roberts iniziò a lavorare con i cavalli praticamente da quando era in fasce, esibendosi come cascatore bambino già a quattro anni e vincendo poi numerose competizioni di rodeo. Da adolescente, fu inviato in Nevada per aiutare a catturare i mustang selvaggi per un’associazione di rodeo, e fu lì, osservando i cavalli selvatici interagire silenziosamente tra loro, che sviluppò le basi della sua filosofia di addestramento.

Descrisse suo padre come un addestratore tradizionale che utilizzava metodi violenti, tramandati da generazioni, e che lo disciplinava con gli stessi metodi, il che spinse Roberts a cercare un’alternativa non violenta sia per i cavalli che per le persone. Arrivò a credere che i cavalli comunichino attraverso un sistema di linguaggio del corpo che chiamò “Equus“, e su questa base costruì il suo metodo distintivo, il “Join-Up“, una tecnica praticata in un recinto circolare in cui il cavallo viene invitato a scegliere volontariamente la collaborazione con l’uomo, piuttosto che essere costretto alla sottomissione.

Un occhio infallibile per i purosangue

Un occhio infallibile per i purosangue

Oltre all’addestramento, Roberts si dimostrò anche un abile giudice di cavalli. Alle vendite di Keeneland, acquistò un puledro che non aveva raggiunto il prezzo di riserva per soli 40.000 dollari, per poi rivenderlo un anno dopo a 175.000 dollari, cifra record dell’asta. Quel cavallo divenne poi noto come Alleged, vincitore del Prix de l’Arc de Triomphe sia nel 1977 che nel 1978, sotto la guida dell’allenatore Vincent O’Brien.

Roberts riuscì anche a riabilitare il campione tedesco Lomitas, un puledro talmente ingestibile da essere stato escluso dalle competizioni dopo essersi gettato a terra prima del German 2.000 Guineas. Dopo l’intervento di Roberts, richiesto dal proprietario Walther Jacobs, Lomitas vinse il Grosser Preis von Berlin, il Grosser Preis von Baden e il Preis von Europa, fu nominato Cavallo dell’Anno in Germania e classificato come terzo miglior tre anni d’Europa.

L’amicizia con la Regina Elisabetta II

Legami con Hollywood e impegno civile

I metodi di Roberts raggiunsero la Regina Elisabetta II attraverso articoli su riviste equestri alla fine degli anni ’80. Nell’aprile del 1989, lei lo invitò a Windsor per assistere di persona alle sue tecniche, e rimase così impressionata da includerlo nel suo circolo reale come consigliere e amico per i tre decenni successivi. In quel periodo, i due si incontrarono più di 200 volte e si parlarono al telefono altrettante volte, scambiandosi lettere scritte a mano e auguri natalizi ogni anno.

La Regina lo esortò personalmente a scrivere delle sue tecniche, dicendogli, secondo quanto riportato: “Ci deve essere un libro. Dovrebbe essere pubblicato nel maggior numero possibile di paesi e lingue”. Il memoriale che ne risultò, “The Man Who Listens to Horses” (“L’uomo che ascolta i cavalli”), fu pubblicato nel 1996 e da allora ha venduto oltre sei milioni di copie in tutto il mondo. Roberts partecipò alle celebrazioni del Giubileo d’Oro della Regina al Castello di Windsor nel 2002 e nel 2011 fu nominato Membro del Royal Victorian Order per i servizi resi alla sua scuderia da corsa. Dopo la morte della Regina nel 2022, fu invitato al suo funerale nella Cappella di San Giorgio; il loro insolito legame è stato successivamente raccontato nel documentario “The Cowboy and the Queen” (“Il cowboy e la regina”).

Legami con Hollywood e impegno civile

Il legame di Roberts con Hollywood risale a prima della sua amicizia reale: allenò l’attore James Dean a cavalcare per il film “East of Eden” (“La valle dell’Eden”) e fece da controfigura per Elizabeth Taylor quando questa si infortunò durante le riprese di “National Velvet”. La sua storia di vita ispirò anche il romanzo e il film di Robert Redford “The Horse Whisperer” (“L’uomo che sussurrava ai cavalli”). Attraverso la sua organizzazione, Join-Up International, con sede a Solvang, insegnò poi le sue tecniche di comunicazione non conflittuale a proprietari di cavalli, allenatori e persino a dirigenti aziendali.

Fu anche un convinto oppositore dell’uso della frusta nelle corse, scrivendo in un’occasione che “i migliori fantini rimarrebbero i migliori fantini, e in effetti le vere abilità di cavallerizzo emergerebbero in primo piano se eliminassimo la frusta”, e affermando separatamente: “Un giorno tutto sarà senza frusta, perché siamo più intelligenti di così. Frustare un animale da fuga per farlo correre più veloce è stupido. Non può essere giusto“.

Roberts lascia la moglie, Pat Roberts, e i figli Debbie Roberts Loucks e Laurel Roberts. Ilka Gansera-Leveque, oggi allenatrice con sede a Newmarket che lavorò nella sua fattoria all’inizio della sua carriera, lo ha ricordato come “un cowboy, un tipo semplice, con i piedi per terra, diretto e sincero. Per lui contava solo il cavallo”.

Guerrino Marcadella
Guerrino Marcadella
Redattore senior

Fondatore e caporedattore di ANIMO S.R.L., ha costruito l’azienda attorno a una profonda passione per gli sport equestri, lo stile italiano e l’innovazione. Oltre al mondo equestre, segue con interesse anche le tecnologie digitali e il settore dell’iGaming, con particolare attenzione all’evoluzione delle moderne attività online.

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